Le zeppole di San Giuseppe

ENGLISH ESPANOL

IMG_5545La zeppola di San Giuseppe e’ da sempre considerato un dolce tipico della tradizione napoletana, si racconta che il 19 Marzo i friggitori napoletani si esibivano nella preparazione di questi dolci davanti alle loro botteghe. Le principali fonti ne attribuiscono l’invenzione alle suore di San Basilio del convento di San Gregorio Armeno che inventavano un dolce diverso ad ogni festività. Ma i racconti circa la loro nascita sono tanti.
Una leggenda narra che in Sicilia, nel Medioevo, durante una grave siccita’ la gente prego’ a lungo San Giuseppe perche’ facesse piovere e quando la siccita’ fini’ i siciliani offrirono, in segno di gratitudine a questo Santo, zeppole in grandi quantita’. Perche’ le zeppole? Pare che dopo la fuga in Egitto, San Giuseppe dovette vendere frittelle per poter mantenere la famiglia, e cosi’ i romani gli diedero l’appellativo di “frittellaro”.
In molti paesi del meridione il 19 marzo si celebra anche la fine dell’inverno e cosi’ e’ tradizione preparare grosse quantità di queste frittelle e accendere dei grandi falò nelle piazze e nei rioni per illuminare la notte di San Giuseppe, per celebrare il passaggio dall’inverno alla primavera e come simbolo della rinascita della natura.

L’unica cosa certa e’ che sono squisite e popolarissime in Italia ed in molte parti del mondo. Ogni regione centrale e meridionale ne ha una sua propria versione. Preparate con uova o con le patate o semplicemente con acqua e farina. Fritte o al forno. Nella versione piu’ conosciuta sono farcite con crema pasticcera e spolverizzate con zucchero a velo.

IMG_5528Ingredienti per 8 zeppole:

250 g di acqua
120 g di burro
220 g di farina
4 uova
la scorza grattugiata di un limone

Per la crema pasticcera:

1 l latte
4 uova intere
150 g di zucchero
120 g di farina
scorza di limone o una fialetta di estratto di limone

Preparate la crema come descritto QUI e lasciatela raffreddare.

Preparate ora l’impasto delle zeppole: in un pentolino mettete l’acqua, il burro a pezzetti e un pizzico di sale. Portate ad ebollizione e quando il burro e’ sciolto aggiungete la farina setacciata. Amalgamate gli ingredienti fino a che non avrete ottenuto una palla che si stacca dalle pareti del pentolino. Toglietelo dal fuoco, versate l’impasto in una ciotola e lasciatelo intiepidire. Una volta tiepido aggiungete la scorza grattugiata del limone e incorporate le uova uno alla volta. (Agginugendo il successivo solo quando il primo sara’ perfettamente assorbito).

Quando il composto sara’ liscio e omogeneo mettetelo in una tasca da pasticcere con bocchetta stellata, rivestite con carta forno una teglia e con movimento a spirale formate delle ciambelline.


Fate cuocere in forno preriscaldato a 200 C per i primi 15 minuti, poi abbassate la temperatura a 180 C e lasciate cuocere per altri 25 minuti.

IMG_5493Sfornatele e lasciatele raffreddare.  Una volta fredde riempite una tasca da pasticcere con la crema e farcite le zeppole.

Spolverizzate con zucchero a velo, guarnite il centro con uno sbuffo di crema ed una ciliegina candita o un’amarena sciroppata.

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ENGLISH

SAINT JOSEPH’S ZEPPOLE     

IMG_5539The zeppole di San Giuseppe have always been considered a typical sweet of Neapolitan tradition. It is said that on March 19 the Neapolitan fritter-makers used to exhibit in the preparation of these sweets in front of their shops. The credit for the invention of zeppole is usually given to the nuns of St. Basil in the monastery of San Gregorio Armeno who invented a different dessert for each celebration. But there are different versions.
According to legend, in Sicily, in the Middle Ages, during a severe drought the people prayed St. Joseph for a long time and when it did rain, the Sicilians offered as a sign of gratitude to the saint donuts in large quantities. Why the donuts? It seems that after the flight into Egypt, Joseph had to sell fritters to support his family, and so the Romans gave him the nickname “fritter-maker”
In many towns of Southern Italy March 19 is celebrated as the end of winter and it is tradition to prepare large quantities of these zeppola and power large bonfires in the streets and neighborhoods to light the night of St. Joseph to celebrate the passage from winter to spring and as a symbol of the rebirth of nature.

The only certain thing is that they are delicious and very popular in Italy and in many parts of the world. Each region has its own version. Prepared with eggs or potatoes or simply with water and flour. Fried or baked. In the most popular version is stuffed with pastry cream and sprinkled with powdered sugar.

IMG_5547Ingredients for 8 zeppole:

250 g water
120 g of butter
220 g of flour
4 eggs
grated zest of one lemon

For the custard:

1 l milk
4 whole eggs
150 g of sugar
120 g of flour
lemon zest or a vial of lemon extract

Prepare the cream as described HERE and let cool.

Prepared now the dough for zeppole: In a saucepan put the water, the butter and a pinch of salt. Bring to a boil and when the butter has melted, add the flour. Mix the ingredients until you obtain a ball that is detached from the side of the pan. Remove from heat, pour the mixture into a bowl and let cool. Once warm, add the lemon zest and add eggs, one at a time, stirring in each one completely before adding next egg.

When the mixture will be smooth and homogeneous fill a pastry bag with a starry nozzle. With a spiral movement Make donuts on parchment paper.


Bake in preheated oven at 200 C for the first 15 minutes, then lower the temperature to 180 C and cook for another 25 minutes.

IMG_5501Take out the oven and leave them to cool. When cool fill a pastry bag with the cream and fill the zeppole.

Sprinkle with powdered sugar, garnish the center with a puff of cream and a candied cherry.

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ESPAÑOL  

ZEPPOLE DE SAN JOSÉ

El zeppole di San José siempre ha sido considerado un postre típico de la tradición napolitana, se dice que el 19 de marzo los pasteleros napolitanos se exhibían en la preparación de estos dulces en frente de sus tiendas públicamente.

IMG_5537Las principales fuentes atribuyen la invención de la “zeppola” a las monjas de San Basilio el convento de San Gregorio Armeno que inventaban un postre diferente para cada día de fiesta. Pero las historias sobre su nacimiento son muchas.
Según una leyenda, en Sicilia, en el Medioevo, durante una sequía severa la gente rezo’ el san Jose’ para que hiciera llover  y cuando la sequía termino’ los sicilianos ofrecieron como muestra de agradecimiento al santo,  grandes cantidades de rosquillas’. Porque las rosquillas? Parece que después de la huida a Egipto,  José tuvo que vender rosquillas (frittelle) para mantener a su familia, y por lo que los romanos le dieron el apodo de “frittellaro”.
En muchos países del Sur de Italia el 19 de marzo se celebra el final del invierno y así  es tradición de preparar grandes cantidades de estos dulces y encender  grandes hogueras en las calles y barrios para iluminar la noche de San José, para celebrar el paso del invierno a la llegada de la primavera, y como símbolo del renacimiento de la naturaleza. San José es un santo muy celebrado en algunas partes de Italia.

La unica cosa cierta es que son deliciosos y muy popular en Italia y en muchas partes del mundo. Cada región de Italia central y del sur tiene su propia versión. Se trata de una especie de rosquillas preparadas con huevos o patatas o simplemente con agua y harina. Fritos o al horno. En la versión más conocida es una masa pasta choux, están rellenos de crema pastelera y espolvoreados con azúcar en polvo.

Ingredientes para 8 zeppole:

250 g de agua
120 g de mantequilla
220 g de harina
4 huevos
ralladura de un limón
una pizca de sal

Para la crema pastelera:

1 l de leche
4 huevos enteros
150 g de azúcar
120 g de harina
ralladura de limón o  extracto de limón

Preparar la crema como se describe AQUI y dejar enfriar.

Para preparar la masa: en una cacerola poner el agua, la mantequilla y una pizca de sal. Llevar a ebullición y cuando la mantequilla esta’ derretida añadir la harina. Mezclar los ingredientes hasta obtener una bola que se separa de las paredes de la cacerola. Retirar del fuego, verter la mezcla en un recipiente y dejar enfriar. Una vez tibia añadir la ralladura de limón y agregar los huevos uno a la vez. Agregar el siguiente, solo cuando el primero será “perfectamente absorbido.

Cuando la mezcla será licia y suave ponerla en una manga pastelera con boquilla estrellada, forrar con papel emantequillado una placa para el horno y con un movimiento espiral hacer las rosquillas.


Hornear en horno precalentado a 200 º C durante los primeros 15 minutos, luego bajar la temperatura a 180 º C y cocer durante otros 25 minutos.

IMG_5493Sacarlas de el horno y dejar enfriar. Cuando estén frías rellenar una manga pastelera con la crema y el rellenar le zeppole.

Espolvorear con azúcar glas decorar el centro con un pco de crema y una cereza confitada o un’amarena.

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28 thoughts on “Le zeppole di San Giuseppe

  1. Sai che non le ho mai fatte? Sai che mio marito non è un gran dolciaio e mio padre è diabetico? Sai che mi hai fatto venire una gran voglia di provarle e che poi dovrò mangiarmele tutte io? Sai che quando l’indomani salirò sulla bilancia tutti i miei sacrifici degli ultimi mesi saranno andati in fumo? Sai che in quel momento forse ti fischieranno le orecchie?

    1. Scusate l’intrusione… sai che tutto ciò sarà solo un piccolo occasionale prezzo che pagherai per il gusto di mangiarti una di queste meraviglie…?
      Complimenti alla cuoca!

    2. sai che io ne ho fatte una grande quantita’? E sai che mio marito le ha portate in ufficio e le ho distribuite ad amici e parenti? E sai che le hanno mangiate anche se erano un po’ grandi? E sai che ne ho mangiata una anch’io ed erano davvero buone? E cosi’ abbiamo condiviso le calorie e ci sentiamo un po’ meno in colpa😀
      Un abbraccio

      1. Alla fine non ho fatto in tempo a farle (ma le segno per il prossimo anno). Da noi si usa fare le frittelle di San Giuseppe e la nostra vicina ce ne ha portate un piattone! Gli orecchi questa volta sono fischiati a lei!😉

  2. These zeppoles look beautiful and delectable! In Japan, custard cream is customary, (which I grew up with) rather than with whip cream (which all I see in the stores now). Next time I will make it with custard cream with your recipe. Thank you, Anto. Fae.

    1. Sembra complicato in realta’ e’ molto piu’ semplice di quel che sembra, prova. Il segreto e’ la cottura altrimenti si sgonfiano ma nel preparare l’impasto impossibile sbagliare😉
      ti auguro una bella giornata!

  3. Come hai detto le seppole di San Giuseppe ormai le trovi ovunque. Quando abitavo a Modena non c’era pasticcieria che non le offrisse.
    personalmente non sono un appassionato di queste dolcezze ma se offerte non manco di assaggiarle.

    1. Io vi ringrazio davvero tanto, sono veramente felice che vi piaccia ed e’ una vera gioia accettare questi premi. E’ una gran bella soddisfazione per me sapere che cio’ che faccio piace e puo’ essere di ispirazione e soprattutto uno stimolo a fare sempre meglio.
      Grazie mille e congratulazioni a te per il premio!
      Ti auguro una splendida giornata!

      1. Non è solo fonte di ispirazione, ma anche di relax!😉 Proprio quello di cui ho bisogno quando mi rifugio in cucina. Continuerò a seguirti… con gusto! A presto e continua così!!!!

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